Trojan horse per le intercettazioni

Trojan horse per le intercettazioni

 


TROJAN HORSE PER LE INTERCETTAZIONI. È LEGITTIMO? VEDIAMO COSA DICE LA LEGGE

Domanda:

Trojan horse per le intercettazioni. È legittimo secondo il legislatore?

Risposta:

Questo strumento utilizzato nelle intercettazioni desta seri dubbi di legittimità.

Trojan horse per le intercettazioni – riforma Orlando e utilizzo nelle indagini

I progressi oramai raggiunti nella tecnologia hanno permesso di captare informazioni mediante l’auto installazione di un virus, che viene “lanciato” da remoto, senza pertanto destare molti sospetti agli indagati mediante appostamenti fisici sul luogo.

Certamente, vi è da rilevare che con la riforma Orlando il trojan può oramai definirsi il principe dei mezzi di intercettazione attribuiti alla procura per procedere con le proprie indagini, anche se solo per alcuni tipi di reati considerati più allarmanti per la società.

Trojan horse per le intercettazioni – invasione della privacy

Tale virus viene “iniettato” su un dispositivo, come detto da remoto, e dopo la sua installazione questo è capace di fornire all’utilizzatore ogni tipo di informazione; invero, sebbene non sia possibile definire preventivamente il luogo ove il dispositivo verrà utilizzato, e soprattutto chi lo utilizzerà, esso rappresenta un potere investigativo che incide in maniera profonda sulla vita di una persona.

Ciò comporterebbe un vero e proprio controllo del soggetto, allorquando tutte le persone mantengono oramai tutti i propri dati personali sul proprio dispositivo: foto, video, messaggi, chiamate, email e molto altro. Di conseguenza, verrebbero “pescate” informazioni anche non conferenti alle indagini per le quali si sta procedendo, non essendo, ovviamente, possibile scremare i dati senza prima averli analizzati.

Trojan horse per le intercettazioni – il legislatore prevede un avviso di garanzia?

Ebbene, detto captatore informatico desta seri dubbi di legittimità, considerato che il suo utilizzo “sconfinerebbe” l’ambito delle intercettazioni, per invadere quello delle perquisizioni e delle ispezioni; e allora, in tal caso dovrebbe necessariamente comparire un avviso di garanzia sul dispositivo. Circostanza che in realtà non sembra essere stata presa in considerazione dal legislatore.

In altri termini, la sua ammissibilità segnerebbe la fine della privacy, la violazione degli artt. 2, 13, 14 e 15 Cost., nonché dell’art. 8 C.e.d.u.; di conseguenza, si vedrà in futuro come tale mezzo sarà giudicato dai Giudici di Legittimità.

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