VEDIAMO COSA DICE LA NORMATIVA CIRCA LA DEVIANZA MINORILE
Domanda:
Come hanno influito la diffusione di internet, dei social networks e delle nuove tecnologie sulla devianza minorile? Per devianza minorile si intendono tutti quei comportamenti che violano la legge e di conseguenza sono causa di diversi reati.
Risposta:
Le nuove tecnologie con la diffusione di internet e dei social networks hanno portato ad un aumento di reati commessi da minori. Vediamo i dettagli qui di seguito.
DEVIANZA MINORILE – DI COSA SI TRATTA, NUOVE TECNOLOGIE, SOCIAL NETWORKS, CYBERBULLISMO E GRAFFITI
Di cosa si tratta:
La devianza minorile ci si riferisce comprende tutti i comportamenti che violano le norme e di conseguenza integrano le diverse fattispecie di reati. Purtroppo è un fenomeno molto complesso che necessita di intervenire sul minore e sul contesto in cui vive appartenenza.
Nuove tecnologie:
Si passa dall’aggressione al vandalismo, dal danneggiamento ai furti ed alle rapine, dallo spaccio all’assunzione di droga, dall’uso errato di internet e dei telefonini che consentono di rendere immediata la comunicazione, di restare nell’anonimato e di trasmettere informazioni attraverso comunicati virali.
Social networks:
I social networks rappresentano gruppi di persone legate tra di loro da diversi legami sociali, di lavoro e/o amicizia, sono largamente diffusi come ad esempio Facebook che ha più di 200 milioni di iscritti.
La loro caratteristica è la mancanza di garanzie sull’identità degli individui che li utilizzano virtualmente con un un’identità fittizia, attraverso il cambiamento di genere, di età, ed altre informazioni. L’utilizzatore fornisce un’immagine stereotipata al fine di accattivarsi la simpatia di altri e fornire maggiore credibilità, idealizzando sé stesso.
L’utilizzatore entra in un meccanismo patologico da cui ricava un’immagine alterata di sé sino a credere completamente in ciò che diffonde soprattutto in età minorile a tal punto che occorre poi intervenire, sempre che si riesca a scoprire la sua devianza, con un supporto pedagogico.
I social networks offrono la possibilità di inserire e condividere foto personali e di persone che non si conoscono. Molti ammettono di aver incontrato persone conosciute online e di aver mandato fotografie a persone conosciute in chat. È del tutto evidente che tali attività comportano notevoli rischi, compreso quello di rimanere vittima di reati o di commetterne senza rendersene conto.
Cyber bullismo:
Il cyber bullismo consiste nell’utilizzo di nuove tecnologie di comunicazione per attuare comportamenti aggressivi da parte di un individuo o di gruppi di individui, con l’intento di danneggiare gli altri, rimanendo nell’anonimato grazie a pseudonimi o nickname.
La mancanza di un rapporto diretto con la vittima permettono all’aggressore di non provare senso di colpa e di non percepire la sofferenza della vittima, amplificando l’intensità dell’aggressione.
Si verificano casi di Stalking, che integrano il reato previsto dall’art. 612 bis c.p (atti persecutori) realizzato con telefonate e sms, che perseguitano in senso proprio la vittima.
Molto spesso si effettuano videoriprese con il telefono per poi diffonderle on-line, violando la normativa sulla privacy commettendo reato nel caso in cui le persone coinvolte non sono state informate (art. 13) o nel caso in cui non si è ottenuto il consenso esplicito dalle persone coinvolte (art. 23).
Le conseguenze sono molteplici, infatti ne deriva una responsabilità civile risarcitoria per violazione della privacy (art.10 c.c), una responsabilità penale per violazione privacy (art. 167 Codice della privacy) ed una responsabilità penale per il reato di ingiuria o diffamazione (artt. 591 e 595 c.p.) e/o per molestie (art. 660 c.p.).
Fra i giovani, soprattutto a scuola, vi è la tendenza di filmare con i telefonini in classe scene quotidiane e poi diffonderle on line sui social networks, da youtube a Facebook, e gli adolescenti affermano molto spesso che si tratti di scherzi o di episodi di goliardia, non prestando attenzione alle conseguenze che comportano le videoriprese, poiché ritengono che le immagini siano esclusivamente dirette al mondo autoreferenziale delle amicizie, senza rendersi conto che invece mettere on line un filmato significa renderlo pubblico e diffonderlo senza limiti.
Molto spesso i telefoni tra i minorenni sono utilizzati anche per diffondere video pornografici o che contengono immagini di violenza o degrado culturale.
La scuola ha cercato di limitare l’utilizzo dei cellulari e videocellulari facendo riferimento alla Direttiva Ministeriale 30 novembre 2007 n. 104, che rifacendosi al Codice della privacy, la quale consente la diffusione di filmati e foto eseguiti dai genitori o dai ragazzi per esempio di recite, gite, saggi ed attività extrascolastiche sempre che rimangano nell’ambito familiare o amicale; lezioni registrate per finalità di studio. Un diverso utilizzo necessita del consenso del professore; l’utilizzo dei telefoni in classe è consentito anche solo per fini personali; per le immagini diffuse in rete e la trasmissione di immagini via mms è necessario il consenso espresso. Sono poi i regolamenti di istituto a sanzionare i comportamenti illeciti.
Graffiti:
Un altro fenomeno che si stra diffondendo tra i giovani è quello della realizzazione graffiti come forma di creatività che molto spesso sfocia in atti di vandalismo.
I motivi che spingono i ragazzi a scrivere sui muri sono molteplici quali: esprimersi raccontarsi, alleviare tensioni, sfidare l’illegalità, esprimere il disagio vissuto, superare la difficoltà di comunicazione, esteriorizzare i propri stati d’animo.
Ma l’utilizzo di spray e le bombolette sottace la presenza di problemi del giovane che si traducono in esternazione di rabbia, confusione e trasgressione.
Attraverso i flashmobs, una vera e propria forma di arte, si esternano invece i sentimenti di amore ed amicizia. Un gruppo di persone si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico e mette in pratica un’azione insolita di breve durata di tempo per poi successivamente disperdersi. La comunicazione sul luogo, la data, l’ora, e così via, avviene attraverso l’uso di cellulari e di internet in tempi rapidi così da rendere difficile il controllo del fenomeno, attraverso il quale si cattura l’attenzione della massa, rompendo gli schemi rigidi dalla quotidianità e cercando la comprensione del pubblico nella diffusione di un messaggio. La creatività rappresenta uno strumento di espressione della devianza adolescenziale, che offre la possibilità al minore di liberare le proprie energie e potenzialità inespresse, acquistando una maggiore sicurezza in sé.
La realizzazione di progetti che valorizzano le positività dell’adolescente e che stimolano un percorso personale di costruzione e di crescita dovrebbe coinvolgere oltre al minore la famiglia e la scuola, al fine di comprendere la visione del mondo del minore e prevenire la commissione da parte dei giovani di diversi reati.



