VEDIAMO COSA DICE LA LEGGE IN MERITO REATO DI INQUINAMENTO AMBIENTALE
Domanda:
La legge cosa intende per sostanze inquinanti e cosa prevede per i reati di inquinamento ambientale?
Risposta:
È inquinamento tutto ciò che è nocivo per la vita o altera in maniera significativa le caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua, del suolo e dell’aria.
INQUINAMENTO AMBIENTALE – VEDIAMO COSA DICE LA LEGGE
Definizione di sostanza inquinante:
In riferimento alle sostanze inquinanti non esiste a priori una sostanza o un qualunque fattore dovuto a agenti fisici, chimici e biologici di per sé inquinante o non inquinante, è la specificità e la dimensione dell’evento che può essere inquinante. Sostanze apparentemente innocue possono compromettere seriamente un ecosistema. È quindi inquinamento tutto ciò che è nocivo per la vita o altera in maniera significativa le caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua, del suolo e dell’aria. Si tratta di contaminazione dell’aria, delle acque e del suolo con sostanze e materiali dannosi per l’ambiente e per la salute degli esseri umani, capaci di interferire con i naturali meccanismi di funzionamento degli ecosistemi.
Definizione di inquinamento:
L’inquinamento consiste nell’alterazione ambientale che compromette l’ecosistema danneggiando una o più forme di vita. Si considerano atti di inquinamento quelli commessi dall’uomo ma non quelli naturali.
Tutto può essere inquinante in riferimento alle dosi ed alle modalità. Tutte le attività dell’uomo costituiscono l’inquinamento dell’ambiente, in quanto interagiscono con lo stesso, mutando la sua conformazione originaria, in alcuni casi possono coesistere armonicamente con la natura non alterando gli equilibri preesistenti nell’ambiente naturale. In altri casi invece anche sostanze apparentemente innocue possono compromettere seriamente un ecosistema e ciò che è velenoso per una specie può essere vitale per un’altra.
Legge 183/1989:
Con la legge 183/1989 per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo sono stati individuati i bacini idrografici dei principali corpi idrici ricettori, di interesse nazionale, regionale ed interregionale e sono state istituite le autorità di bacino ad essi preposte. La legge stabilisce anche le misure che le Autorità di Bacino devono intraprendere per la conoscenza dello stato qualitativo dei corpi idrici e per il miglioramento della loro tutela, considerando anche il servizio idrico urbano come uno dei carichi inquinanti che devono sottostare ai vincoli della tutela dei corpi idrici. Contro l’inquinamento atmosferico il DPR 203/1988 che ha dato attuazione a 4 direttive europee, emanate a partire dal 1980.
Legge nazionale, testo unico dell’ambiente:
In Italia il d.lgs. n. 152/2006 (T.U. ambiente) è il riferimento in materia di ambientale.
La definizione di inquinamento è contenuta nell’art. 5 i ter t.u.a. e consiste nell’introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di sostanze o più in generale di agenti fisici o chimici, nell’aria, nell’acqua o nel suolo, che potrebbero nuocere alla salute umana o alla qualità dell’ambiente, atte a causare il deterioramento dei beni materiali, oppure danni o perturbazioni a valori ricreativi dell’ambiente o ad altri suoi legittimi usi.
La definizione dell’art. 300 t.u.a. ha la funzione di assicurare tutela risarcitoria contro qualsiasi danno ambientale derivante da qualsiasi fatto ingiusto.
Normativa internazionale:
Il 9 febbraio 2007 la Commissione europea ha presentato un progetto di direttiva per condannare i crimini ambientali commessi all’interno dell’Unione europea quali l’emissione illecita di sostanze pericolose, il trasporto illegale di rifiuti ed il commercio illegale di specie in via di estinzione.
In tutti gli stati sono state trattare a livello legislativo le questioni ambientali e con il Protocollo di Kyōto, dell’11 dicembre 1997, sottoscritto da più di 160 paesi, il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005.
Pene previste:
L’art. 452-bis punisce il reato di inquinamento ambientale con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 per chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo e di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna.
Quando l’inquinamento è prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata. Vi sono poi le ipotesi di reato contravvenzionale costruite sul modello del superamento dei valori tabellari (cfr. ad es. art. 137, co. 5 e art. 279, co. 2, t.u.a.) o di esercizio di determinate attività senza autorizzazione (v. ad es. art. 256 t.u.a.), collocandosi ad un livello di offesa all’ambiente superiore, connotato dalla compromissione o deterioramento significativi e misurabili.
Reato di disastro ambientale:
È un reato di evento e di danno costituito da un’offesa materiale a bene protetto.L’inquinamento penalmente rilevante è solo quello causato abusivamente di disastro ambientale e di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, il ché significa in violazione di norme di legge statale o regionale in materia di ambiente, di igiene e sicurezza sul lavoro, di urbanistica, di salute pubblica o in violazione di prescrizioni amministrative.
L’evento conseguenza della condotta abusiva deve cagionare la compromissione o il deterioramento significativi e misurabili dell’ambiente o dell’ecosistema.
Reato di inquinamento ambientale:
La recente Legge ha esteso il novero dei reati presupposto alle nuove fattispecie di delitti contro l’ambiente, tra le quali, dunque, anche il reato di inquinamento ambientale.Il Legislatore ha formulato la norma in maniera piuttosto generica ed indeterminata, con la conseguente difficoltà di una sua concreta applicazione che lascia spazio a numerosi dubbi.La recente sentenza della Corte di Cassazione Penale, Sez. III, n. 46170 del 3 novembre 2016 ha trattato il delitto di inquinamento ambientale, soffermandosi su diversi concetti che il dettato normativo non ha chiarito con precisione.
La Suprema Corte ha statuito che si debba propendere per un concetto di condotta abusiva in senso ampio comprensivo non soltanto di quella posta in essere in violazione di leggi statali e regionali, ancorché non strettamente pertinenti al settore ambientale, ma anche di prescrizioni amministrative.



