Tentativo di reato

Tentativo di reato

 


È COMPATIBILE LA CIRCOSTANZA DI UN REATO CON IL TENTATIVO? COME RISOLVE LA QUESTIONE LA GIURISPRUDENZA?

Domanda:

È compatibile la circostanza di un reato con il tentativo?

Risposta:

Vediamo come risolve la questione la giurisprudenza.

Tentativo di reato – istituto del tentativo e art. 56 c.p

Il problema richiesto impone una preventiva disamina dell’istituto del tentativo, ed in particolare, la compatibilità delle circostanze del reato e il delitto tentato.

L’art. 56 c.p., al riguardo, dispone che l’agente inizia a rispondere penalmente delle proprie condotte soltanto quando compie atti idonei e diretti in modo univoco a commettere un delitto.

Occorre precisare che il tentativo non è una circostanza attenuante rispetto al reato consumato, bensì una figura di reato a sé stante; di conseguenza, non potrà essere soggetto ad un eventuale bilanciamento con altre circostanze del reato.

Per quanto riguarda l’idoneità degli atti, essa esprime l’esigenza che l’atto abbia l’oggettiva attitudine ad inserirsi, quale condizione necessaria, nella sequenza causale ed operativa che conduce alla consumazione del delitto.

Mentre, sotto il profilo dell’univocità, gli atti sono tali allorquando, considerati in sé medesimi per il contesto nel quale si inseriscono, per loro natura ed essenza rivelino l’intenzione dell’agente – secondo le norme di esperienza.

Tentativo di reato – le due figure poste dalle giurisprudenza

Tanto premesso, preme ora verificare la compatibilità con il tentativo delle circostanze del reato.

La giurisprudenza, in proposito, ha posto in rilievo due figure, a seconda che le circostanze accompagnino il delitto (tentativo circostanziato di delitto), ovvero siano idonei e diretti a commettere un reato circostanziato (tentativo di delitto circostanziato).

Il tentativo circostanziato di delitto concreta l’ipotesi nella quale l’agente ha posto in essere atti idonei diretti in modo non equivoco alla commissione di un delitto e accompagnato dalla presenza di elementi circostanziati aggravanti o attenuanti, i quali si sono integralmente realizzati.

Sul punto, la Giurisprudenza ha tranquillamente ipotizzato la sua configurabilità.

Mentre, sul versante del tentativo di delitto circostanziato, si sono posto dubbi dal momento che la circostanza in questo caso attiene al momento perfezionativo del reato e, dunque, non viene materialmente ad esistenza.

Secondo la prevalente giurisprudenza, tale ultima figura è ammessa allorché, in base ad un giudizio prognostico, si accerti che l’azione criminosa sarebbe sfociata in un delitto circostanziato.

La loro configurabilità comporta, successivamente, un rilevante cambiamento sul punto di pena, a seconda che si tratti del primo o del secondo caso; ebbene, il difensore dovrà ben tenere in considerazione delle suddette circostanze nell’appianare la propria strategia difensiva.

Articoli che potrebbero interessarti

Assegno-divorzile-dopo-il-divorzio-studio-legale-carpoca-milano
Ultimi articoli

Assegno divorzile dopo il divorzio

Assegno divorzile dopo il divorzio: è possibile richiederlo dopo. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una sentenza del 2021 In materia di assegno

STUDIO DI MILANO

Studio legale Carpoca
Via Vivaio, 24
20122 Milano
Italia

STUDIO DI LUGANO

Studio legale Carpoca
Via Serafino Balestra, 9
6900 Lugano
Svizzera

Lunedì – Venerdì: 09:00 – 18.00

Sabato: 09:00 – 13.00

Domenica: chiuso

Monday – Friday: by appointment

Saturday: by appointment

Sunday: closed